Solo un minuto per voltarti e poi andare avanti.

Mentre tutti il 31 dicembre stavano ad augurarsi che il 2014 fosse migliore e spiattellavano ai quattro venti traguardi e sconfitte dell’anno che se ne andava, io facevo finta di niente.
Non mi andava di rivivere il meglio è il peggio di questo ultimo anno. Non mi andava proprio di pensarci.
È stato un anno duro, travagliato, in cui distinguo a fatica momenti di gioia esaltanti.
Credo piuttosto che lo ricorderò come un anno che mi ha guidata verso una grande svolta.

Insomma, avrei voluto davvero non ripercorrere tutto quello che é successo negli ultimi dodici mesi. Non mi andava di mettere un “vabbè, andrà meglio” come firma del mio bilancio sul 2013.
Poi, l’altro giorno, mentre asciugavo le lacrime di una mia amica con il cuore a pezzi, proprio il primo di gennaio ( eh sì, questa è la vita vera), è arrivato il mio turno di fare il bilancio.

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Il caso reale –Come hai fatto a superare il cucchiaio?”. Momento di silenzio appena mi sento rivolgere questa domanda tra le lacrime della mia cara amica. “Cucchiaio?….” Me ne ero completamente scordata. Anzi, è più corretto dire che avevo completamente rimosso.
E così inizia il flashback. Un anno fa ero vittima del cucchiaio, che è paragonabile quasi ad una mossa mortale di kung fu. L’arma letale che Mr Non Rispondere usufruiva per annientare ogni mio neurone. Quell’addormentarsi accoccolati e perfettamente incastrati in modo così naturale da creare dipendenza. E io dipendevo dal cucchiaio. Mi sembrava il momento più bello del mondo. Potevo odiarlo (se è stato salvato in rubrica come Mr Non Rispondere c’è un motivo), ma quell’abbraccio riappacificava ogni turbamento.

Alla fine, in ogni relazione trovi il tuo “cucchiaio”. Che sia un grattino sul viso, un modo di dormire….

Dopo il flashback, ho guardato la mia amica e le ho risposto “ho superato il cucchiaio apprezzando un vodka Red Bull immersa in una vasca piena di bolle dopo aver fatto l’amore sul pavimento di marmo di un bagno. Bello quanto un cucchiaio”. E non era Mr.

Il senso – La morale non è che chiodo schiaccia chiodo. No, assolutamente. È che tutto quello che ti sembra insormontabile, irreparabile, insuperabile… Qualsiasi pena d’amore, abitudine o dipendenza in realtà ha una fine e segna un nuovo inizio.
Ho sbagliato a non prendermi due minuti per fare un bilancio dell’anno appena trascorso. Facendo finta che non era importante, mi sono persa un’opportunità di ricordare tutto quello che ho superato, affrontato, costruito e raggiunto in dodici mesi.
Un anno fa le cose che volevo erano lontane dalla mia wishlist del 2014. Un anno fa credevo che non sarei mai riuscita a superare un amore malato. Tra un anno ripenserò a questo momento complicato e delicato della mia vita come l’inizio di una salita che mi ha permesso di scalare una montagna che sembrava più ardua della scalata del K2.

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Nulla è insuperabile. Tutto va verso una soluzione. Si chiudono porte, si girano pagine, si va avanti. Ogni tanto bisogna sedersi, respirare profondamente e celebrare le proprie conquiste. Per ricordarci che siamo gli eroi della nostra vita.

Consiglio della FirstLady per iniziare al meglio il vostro 2014: clicca qui!

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vote me!

Grazia

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