Abitudine

Ci sono dei momenti durante i periodi più bui della nostra vita che ci lasciano con il fiato sospeso.

Sospeso perchè improvvisamente realizziamo che nulla è perduto. Che dietro le nuvole c’è sempre il sole, anche se piove da giorni.

Ieri notte mi sono ritrovata in mezzo al niente, o nel centro di tutto.

Come sempre, dipende dai punti di vista.
In mezzo al niente perché attorno a me c’era solo silenzio. Montagne che ti fanno sentire inutile da quanto sono imponenti. Neve, bianca. Così tanta e così bianca che riflette la luna.
E in quei momenti sei in mezzo al niente, ma in realtà al centro di tutto.
Senti il tuo respiro, d’istinto guardi in alto, come per cercare una via di fuga.
Il senso di inadeguatezza davanti a così tanta imponenza è palese.
La testa si alza, il respiro si ferma mentre sbatti contro il cielo.

Un cielo che non hai mai visto, mai notato. Come quelle cose che sai che ci sono, che ti hanno anche descritto, ma sulle quali non ti sei mai soffermata.
Questa volta ti fermi.

La sensazione è piena: di meraviglia, di grandiosità, di immenso.
Io tante stelle così, tutte insieme, non le ho viste mai.
E ho sentito il cuore pieno. Scoppiare. Davanti ad un cielo.

Perché nei momenti difficili della nostra vita, dove ci ritroviamo in sfida con noi stessi e la posta in gioco è la nostra serenità, capita di meravigliarci per le cose semplici, banali (?), che sono sempre state lì, davanti ai nostri occhi o sopra la nostra testa.
E sono momenti così che ti ricaricano, ti riportano online, ti fanno sentire viva, forte.
Ti riconnettono con te stessa.

‘A tutto questo potrei abituarmi’ – Ma perché usare il condizionale? Cosa mi vieta o impedisce di provare un terremoto dentro per colpa di un cielo?
Abituiamoci a stupirci per le cose che ci insegnano essere banali, impariamo ad ascoltare il nostro silenzio nel mondo, ad amare il nostro respiro.

Ho sempre odiato la montagna, mi opprimeva. Annoiava. Mi affaticava solo il pensiero.
Ieri sognavo di scalare le montagne. Pazzesco.
Una persona cara un giorno mi disse ‘chi prova ansia in montagna solitamente è una persona che non sa stare con se’ stessa’. Non so se questa cosa sia vera, o solamente una frase zen.
So di aver sorriso e di essermi innervosita quando mi è stato detto così.

Questa mattina la prima cosa che ho fatto è stato chiamare mio padre per chiedergli se nei weekend avrebbe potuto trovare qualche occasione per andare in montagna io e lui.. Gli ho detto che ci sono un po’ di cose che vorrei fare, e farle con lui. Che forse non era tardi per iniziare.

A tutto questo, mi sono già abituata.

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