E poi stringimi. Che domani è un’altro film

Tu non sei Lui.

E forse devo ringraziare il cielo che sia così.
Che forse sei quel treno che per una volta ho preso all’ultimo, con il fiatone e il cuore in gola. Quel treno su cui sali sentendoti invincibile avendo battuto il tempo, e poco dopo ti prende l’ansia. L’ansia che sia il treno sbagliato, che il tuo sia quello dopo e questo solo il solito in ritardo.

Ho visto il sorriso sul volto delle persone a me più care, loro che guardano te e poi me. Mi guardano con quello sguardo che dice a chiare lettere “non rovinare tutto, non con le tue mani, questa volta”.
Non è questione di non meritare. È questione che ho tra le mani la descrizione esatta di quello che ho sempre voluto.
E più ti allontano, più ti dico che non sono come mi vedi, più tu mi restituisci un sorriso che … Solo tu.
Noi che ci siamo tenuti per mano sotto la pioggia senza sapere se il giorno dopo ci saremmo rivisti o ricordati i nostri nomi.
Ora vorrei ballare ancora con te, mentre canti “Siamo figli delle stelle”… Perché sai che lo adoro e che Fred e Ginger sono nessuno in confronto a noi scalzi sui sanpietrini. Ma non ci riesco. Troppo concentrata a cercare un difetto in te. Per potermici attaccare o sentirmi rassicurata.
“Perché non sei Lui”. Sei di più. E non riesco ad arrendermi a questa cosa.
Perché tu vedi nei miei occhi cose di cui non conoscevo l’esistenza. Senti battiti che il mio cuore non sa nemmeno di fare.
E se adesso è così, domani cosa sarà? … E so, sarà sempre un crescendo. Perché per ora è sempre stato così.
Non smetteranno fiori, chiamate, sorrisi, abbracci, niente.
Perché continuano ad esserci nonostante io ti sfugga come un lampo a ciel sereno.
E perdonami, ti prego, se non riuscirò ad avere il coraggio di aggiungere il “tu sei il mio tu” dopo quel fottuto “tu non sei Lui”.
Dammi tempo. Tempo di capire che è ora di crescere, andare avanti e di non nascondere mani dopo aver lanciato macigni in mare.
Ho tanto desiderato di avere una possibilità, una chance di essere guardata con certi occhi. Che ora non posso tirarmi indietro e non viverla.
E la scusa “sono fatta per gli stronzi” è un capriccio da ragazzina. Nonostante il rapporto atipico e anomalo e allucinante con quel Lui (che non sei tu), nulla può giustificare il preferire il male al bene. Le lacrime ai sorrisi. Nulla. È da pazzi infatti. O da codardi, come me.

(…E poi stringimi, che domani è un’altro film. Anche se non puoi, convinciti. Dimentica…)

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