La felicità che dura il tempo di un’estate

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Ogni tanto penso di non aver capito davvero la lezione.
Svariate volte nella vita mi è capitato di essere delusa da persone a cui ho aperto il mio cuore.
Per una volta non parlo di uomini (siete salvi). Ma di amici… e amiche.

Crescendo impari a fare tuo il principio condiviso da molti secondo cui gli amici veri li conti su una mano.
E con amarezza devo proprio dire che è vero.

Crescendo ho incontrato tante persone, molte delle quali sono entrate a far parte della mia vita in modo intenso.
Sono una persona molto emotiva, sensibile e istintiva.
Mi piace condividere quello che provo, con sincerità e spensieratezza.
Non ho mai avuto filtri rispetto argomenti e persone.

Poi, come succede spesso, questa ingenuità va a finire che ti provoca svariate delusioni.
E impari sulla tua pelle a fare tuo il principio di cui sopra.

Capisci che gli amici speciali – quelli che ti conoscono fino nel profondo e ti amano anche loro senza filtri -sono pochi… Ammetto che nel mio caso ce n’è uno solo, anzi, una sola.
Gli altri amici non sono di serie B o serie C.
Solamente  impari che non puoi condividere tutto con tutti, allo stesso modo e con la stessa intensità.
Che ci sono particolari da omettere, cose da evitare, peculiarità di carattere (tuo e loro) da non sottovalutare.

Detto (e imparato) questo, ogni tanto però l’amarezza e la delusione riemergono nuovamente.
Perché, in fondo, le persone non smetti mai di conoscerle (e di dargli una chance).
Forse non dovresti mai smettere di abbassare la guardia.

In questo periodo particolare della mia vita sono molto concentrata sulle cose (e le persone) che mi rendono felice.
Sembrerà stupido, ma capire (in modo profondo) che se sei felice e stai bene, tutto attorno ti sorride è un gran bel traguardo (almeno, per me lo è e ne vado fiera).
Raggiunta questa consapevolezza, non voglio assolutamente mollare l’osso, nemmeno a fronte delle delusioni provocate dalle persone “care“.

Una volta le avrei eliminate completamente dalla mia vita. Ma credo raddoppi il rancore.
Oggi semplicemente scanso questo pensiero dalla mia testa e vado oltre (imparando la lezione).

La ferita – L’altro giorno parlavo animatamente con un’amica (una persona a cui voglio bene, con pregi e difetti), aggiornandola su varie vicissitudini felici della mia vita.
Quello che ho letto nei suoi occhi è stato davvero “dicotomico” (wow).
Non so voi, ma quando a me raccontano qualcosa di bello, viene spontaneo sorridere ed essere felice per questa persona. Al massimo penso che vorrei avere la stessa fortuna.
Ma è così bello gioire per qualcosa che rende felice qualcuno a cui tieni.
E invece ho sentito freddezza, distacco, incredulità… Quasi invidia.
Ho lasciato correre, ho cambiato discorso.
Mi ero ripromessa di non pensare a questo fatto, per non alimentare pensieri negativi.
Il punto è che non riuscivo a spiegarmi una reazione del genere.
Non puoi credere che io sia felice? Non puoi credere che capitino cose che possono regalarmi serenità?
Non mi spiegavo quale era il punto tale da provocare una reazione del genere nei miei confronti.
Nei confronti di una persona che ti stava parlando a cuore aperto e che dovresti conoscere.

La delusione è stata palese.
Mi sforzo di non pensarci (anche se ora ne scrivo) perché trovo semplicemente aberrante che una persona a te cara (e viceversa) possa non condividere una tua gioia, anzi smorzarla.
E trovo frustrante (non per me s’intenda) che di fronte alla voglia di vivere e cercare di essere felici si preferisca lamentarsi di continuo (senza fare niente per cambiare la propria situazione) e paragonare sempre la propria vita a quella degli altri (altri che si ritiene perfetti, senza sapere nel profondo nulla, se non quello che si vede esternamente e all’apparenza).

Credo che persone così, nonostante il bene che pensiamo di volergli, non siano esattamente quello che serve al nostro fianco.
Volente o meno ci trascinano dentro ad una spirale di negatività che non meritiamo.
Perché anche solo pensare a questo fatto, a quanto è successo, mi rattrista.
Mi rattrista in un momento per me in generale positivo.

Magari ha ragione questa persona ad insinuare che “… Tanto la felicità dura un attimo“, che “domani siamo punto a capo con i problemi” e che “i sorrisi felici non pagano le bollette“.
Probabilmente sarà vero che, come dice visto che “mi conosce molto bene“, il mio momento felice durerà il tempo di un’estate.
Ma ribatto dicendo che, se mi conoscesse molto bene, non avrebbe mai ferito il mio cuore.
(E questo non significa omettere un parere… Ma semplicemente rispettare chi ami.)

Envy

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