La miniera di diamanti – Vademecum per maschi vol. 4

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Forse più che la quarta puntata del vademecum per maschi, questo dovrebbe essere il primo di una lunga serie di memorandum per ladies.
Soprassediamo a questi dettagli per un attimo, tanto basta solo spostare il focus della questione.

La scorsa settimana, terminato un incontro di lavoro durante il quale accompagnavo il mio capo, mi sono sentita dire che ero stata portata all’appuntamento su richiesta del cliente che esplicitamente desiderava fossi io a seguire il progetto in questione.
Non ho dubbi sulle mie capacità dal punto di vista lavorativo e professionale. Ma era chiaro che la richiesta della mia presenza e del mio coordinamento del progetto andasse ben oltre alle motivazioni legate alle mie competenze professionali.

Detto questo, sorvolo le questioni legate alla strumentalizzazione della donna, al fatto che c’è ancora qualcuno che reputa le donne incapaci di essere prestanti quanto uomini dal punto di vista lavorativo, etc.
Sorvolo, non perché non reputi queste questioni importanti, ma perché è lunedì e non voglio rovinarmi la settimana pensando a chi ANCORA ha il coraggio di sostenere certe teorie medioevali.

Sorvolo, perché questo fatto accaduto la settimana scorsa, in realtà, ha fatto riaffiorare nella mia mente tutta una serie di pensieri legati ai criteri di valutazione che gli uomini utilizzano nei confronti delle donne.
Vi giuro che c’erano dei legami logici tra i due discorsi, magari alla fine dell’articolo mi verrà in mente come sia potuto nascere il pensiero.

L’esempio più classico che posso fare per farvi intendere ciò che voglio dire è questo: quante volte noi donne vediamo una bella donna e condividendo questo pensiero con un maschio-medio ci sentiamo dire “Bo’, niente di che“.
D’altro canto, quante volte davanti ad una sciacquetta da quattro soldi, senza arte ne parte, avete sentito dire ad un maschio “Che figa” (chiedo scusa per il francesismo) e voi ci avete messo circa 5 minuti per capire di chi stava parlando?

Ho riassunto con un classico esempio il pensiero base: donne e uomini ragionano in modo diverso.
Talmente diverso che anche i canoni della bellezza classica vengono reinterpretati in maniera raccapricciante. A volte sconnessa. Superando nel peggiore dei casi i luoghi comuni e le credenze popolari. Sconfinando nell’occultismo più assoluto. Insomma. Nell’inspiegabile. Soprattutto quando il ragionamento è di un maschio-medio.

La mia mamma mi ha cresciuta a furia di mantra.
Tra i più celebri: “indossa biancheria coordinata, che non si sa mai un incidente” e “figlia mia, sei seduta su una miniera di diamanti”.
Io odio la biancheria coordinata. È contro di me. Mi piacciono gli accostamenti azzardati e bizzarri, ovviamente nel rispetto della scala dei colori e del buon gusto.
Ho sempre ignorato questa cosa della miniera di diamanti perché sono stata per anni sostenitrice del teorema che “l’amore è sopra ogni cosa”.
Da alcuni anni, a giornate alterne, abbandono questa convinzione per passare ad una più matura (?) interpretazione che si può riassumere con “Girls rule the world, but non lo urlano ai quattro venti”.

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Mi sanguinano gli occhi e le orecchie quando sento o vedo scene tipo: “cornuti, ricchi e contenti”, “la do via come non fosse mia”, “meglio ricco e cicciopanzone che povero con gli addominali” eccetera.

Però c’è una cosa che posso giurare sia vera. La donna consapevole, sicura e intelligente è come la criptonite per il maschio-medio. Per maschio medio intendo quello che utilizza canoni paradossali per definire “bella” una ragazza, quello che porta le corna con dignità affermando che la sua fidanzata “è una brava ragazza e legge molto”, quello che da genio della finanza finisce sul lastrico perché non sa che la carta di credito ad una femmina-cozza non si lascia mai (femmina-cozza detta anche colei che di mestiere fa la mantenuta o che ha scelto una divertente soluzione come pensione integrativa).
Di maschi-medi che si sono rimbambiti per ragazze-che-boh ne ho davvero visti tanti.
Ma tanti tanti. Li osservi e ti chiedi come sia possibile. Che non si accorgano. Che non si rendano conto di come gli si sia fottuto il cervello a causa di… Non serve che scenda nella volgarità per dirvelo. (PS. a tal proposito, il piercing sulla lingua gioca un ruolo decisivo nel “fottimento” del cervello del maschio-medio, così mi hanno detto).

Da qui, potrei anche affermare che mia mamma ha ragione, come sempre. E che noi signorine stiamo sedute su una miniera di diamanti. Il punto però è che non credo che questi maschi-medi e queste femmine-cozze o ragazze-che-boh siano il buon esempio.
Anzi, non lo sono. Sono l’esempio di come alcuni esseri umani non siano proprio in grado di congiungere nemmeno due neuroni.

Credo che una donna vera sia quella assolutamente consapevole del potere che può avere su un uomo. Uomo, che anche nel migliore dei casi, è sempre uomo. Il punto sta nella finezza, nel rispetto e nell’intelligenza, di entrambi.
E sulla questione del rispetto, sul concetto di intelligenza, per non parlare della parola consapevolezza, potrei scrivere per ore.

Io credo che gli uomini che scelgono di avere al proprio fianco donne che si lasciano mancare di rispetto, strumentalizzare o trattare come delle incompetenti (nel senso senza competenze) siano il marcio dell’atro sesso. Tra questi spiccano quelli che per mantenere alta la loro autostima, il loro ego, e credersi belli davanti agli altri esemplari di maschio-medio, perdono completamente la dignità e alimentano meccanismi a dir poco scandalosi e denigranti.

Tutto questo divagare solo per affermare che, sì, noi donne siamo sedute su una miniera di diamanti. Ma le vere donne e i veri uomini non sfrutteranno mai questa verità.
Le vere donne, perché non  hanno bisogno di sbattere in faccia niente a nessuno per farcela nella vita, e i veri uomini perché rispettano le vere donne troppo per approfittarsi di un diamante.

Amen.

 

 


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8 thoughts on “La miniera di diamanti – Vademecum per maschi vol. 4

  1. Ciao, sto copiando tutte le puntate di questo Vademecum per maschi; mi sono soffermato a leggere la seconda puntata, quella sulle scarpe… Le scarpe femminili sono ilmio debole… devo leggere questo vademecum, devo imparare… 🙂

  2. Pingback: Ragazze, niente ansia. Abbiamo tempo | FirstLady al Limone

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