Retrospettive e prospettive

ON AIR – Hustler, Josef Salvat

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Sono un po’ di giorni che mi ripeto che è ora di scrivere il famoso post per il 31 dicembre. Il solito classico bilancio dell’anno.

L’altra sera a cena con le mie ragazze, l’ispirazione. Era giunto il classico momento in cui decidiamo quale personaggio dei telefilm siamo, quando Barcellona esordisce con un “Mr Big. E se fossi lui anziché Carrie e non te ne fossi mai resa conto?”.

Prospettive. Già.
Fino ad un attimo prima stavo dicendo che dovevo scrivere il post di fine anno, nel quale non avrei assolutamente potuto non menzionare momenti epici e illuminazioni zen.
E poi improvvisamente giri la testa, svolti il tuo punto di vista. Un attimo.

Posso fare sì una retrospettiva di questi 12 mesi, ma voglio però poter aggiungere la prospettiva giusta.

Vorrei poter essere così perfetta da dirti che sono felice per te – Io non sono perfetta. E sapete che c’è? Che non ci tengo minimamente ad esserlo. Ci sono tante persone che mi riconoscono per i miei difetti. Dalla mania di organizzare tutto, ai miei ritardi cronici, alla fissa per il naso grande.
Ti inculcano che devi essere per forza felice per le persone che hanno fatto parte della tua vita, a cui hai dato tanto (cuore, vita, amore, fegato, polmoni, tempo, anni, sorrisi, lacrime) anche se ora non fanno più parte della tua vita. Mi dispiace ma ammetto con estrema sincerità che… no, non mi interessa.
All’ennesima delusione (una telefonata mai ricevuta quando avevi bisogno di un po’ di conforto, degli auguri di Natale mai arrivati) mi é scattato un vaffanculo elegante. Perché mi spiace aver perso del tempo augurando la felicità a persone a cui ho dato tanto ma non gli é mai bastato, hanno sempre criticato e, sopratutto, meritavano decisamente altro (che hanno pure trovato). Buon per te, ma preferisco la mia felicità alla tua.

Sei quello pensi – Mi fa sorridere se penso quanto ho preso in giro chi faceva yoga, meditazione, leggeva libri zen, etc.
Mi fa sorridere se penso al mio sguardo incredulo davanti a discorsi tipo “ci sono viaggi e persone incontrate in un bar che ti cambiano la vita”.
Rido, perché quest’anno è stato pieno di yoga, letture new age, viaggi che ti aprono la mente, incontri assurdi che ti regalano nuove visioni.
Non c’è niente che non può succedere, niente che non si possa fare, niente davvero.
Flow, not fight. Siamo quello che pensiamo.

Di quegli amori che fanno giri immensi, poi ritornano, ma tu sei da un’altra parte – Assurdo. Certe storie e certe persone sono come le cuffiette dell’iPhone, le sbrogli una volta ma stai pur certa che le ritroverai incasinate di nuovo.
Le relazioni non sono come le addizioni, che se cambi la posizione degli addendi il risultato non cambia.
Non sono nemmeno come il Monopoli, che continui a passare dal via.
Certe volte non puoi evitare che alcune persone continuino a far parte dei tuoi giorni, però puoi scegliere di dargli un altro significato .

Capita, perché doveva succedere – Ergo, tutto succede per un motivo. Che magari capirai un giorno lontano, quando meno te lo aspetti. Ma prima o poi tutto ha un senso.
Entri in un negozio per cercare un cappello ed esci stringendo in mano un portachiavi con scritto “amore”. Tu, che all’amore non credi più. Un segno, capita.

Riassumendo – È stato un anno di grandi cambiamenti, rivelazioni e consapevolezze. Vissuto con grandi attese, enorme slancio ma forse con poca fiducia, e troppa ansia. Aspettative (negative).
Forse, anzi sicuramente, la vera consapevolezza è che niente può negarci il nostro destino. Se vogliamo qualcosa nulla può impedircelo, se lo desideriamo veramente, senza aspettative, ma con pienezza e fiducia. Come amo dire… The best is yet to come (anyway).

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Forse ha ragione chi vede in me ancora Charlotte, nonostante tra le ragazze io sia quella ancora single, lontana dalla sua vita perfetta. Oppure ha ragione chi ti interrompe nel gioco dei ruoli e ti fa riflettere sul fatto che potresti essere Mr Big, e non la sua Carrie.

Io ho solo una certezza, quella di un sorriso. Il mio.
Nonostante le paure, i dubbi, le delusioni. Nonostante tutto.
E andrà come deve andare, perché è meglio non stare seduti ed aspettare. Piuttosto vivere sorprendendosi per quello che non ci si aspetta.
E di cose che capitano e ci sorprendono ce ne sono davvero tante, se solo vogliamo dargli una possibilità di entrare a far parte della nostra felicità.

Un portachiavi pieno d’amore, una serata con chi ti fa ridere il cuore, una telefonata assurda il primo giorno dell’anno, un viaggio all’ultimo minuto.

Se perdi il treno, cosa fai? Resti ad aspettare?
Anche no. Prendi la macchina, un taxi, l’aereo e parti. Anche se a metà strada non ti ricordi più dove dovevi andare.

Buon viaggio.

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