More than words

“Express yourself, dont’ repress yourself”
Human Nature, Madonna (1994)

Adoro le persone espressive.
Quelle che parlano con gli occhi, che non devono aprire bocca perché tu possa capire cosa davvero gli passa per la testa.
Trovo che sia un dono stupendo, divino.

Io rientro a pieno in questa casistica.
In modo particolare nella sezione “si vede benissimo quello che pensi“, sottocartella “dici GREAT ma intendi OMG“.

Essere espressivi, come dicevo, è divino.
Ma non tutti siamo esseri splendidi tendenti alla perfezione, anzi.
Nel mio caso specifico, essere una persona espressiva ha delle controindicazioni assai eloquenti (quasi un ossimoro).
Nella fattispecie, per me è impossibile esprimere a parole un concetto o fare un commento ad alta voce che si discosti da quanto penso realmente.
Perché la maggior parte delle volte si rivela un mega fail.

Non è che non so dire le bugie, eh.
Ma mi si legge palesemente in faccia la verità, nel bene o nel male.

Ci sono casi estremi in cui vengo pubblicamente richiamata, persino dalle Ragazze.
Tipica scena è quella in cui siamo tutte insieme, si sta conversando in modo concitato, nella stanza irrompe qualcuno e subito sul mio viso compare una smorfia.
Scendo ancora di più nel dettaglio per farvi capire cosa intendo, immaginate la scena:

Inverno, venerdì sera, aperitivo nel locale modaiolo della piccola città provinciale. Tu e le tue amiche sedute che state discutendo animatamente sui casi umani che ci circondano quotidianamente. Entra nel locale una figura femminile, non ben identificata. Analisi: calza color carne, plateau e open toe, no smalto ai piedi, abiti abbinati tra loro secondo la regola del caos, cappotto con peli di gatto, capello lucido ma non per la lacca.
Parte una mia smorfia in automatico che subito si trasforma in un evidente segno di (nell’ordine): sconvolgimento, shock, mancanza d’aria, scandalo, pietà, spirito da crocerossina nei confronti di un evidente caso umano.
Mentre la smorfia compare sul mio volto, proprio quando nella mia mente si alternano tutti questi stati d’animo che mi portano verso un evidente stato confusionale, ovviamente realizzi di conoscere questa povera anima smarrita. In men che non si dica, ti alzi, sorridi, l’abbracci, sfoderi un sorriso + “ciao tesoro come stai” (il tempo di un secondo, perché poi riprendi le distanze e recuperi il tuo spazio vitale perché vieni investita da una ventata di Hypnotic Poison e alito pesante).
Non appena il quadretto si chiude, tu ti scrolli i peli del gatto provenienti dal suo cappotto da addosso, ti riaccomodi al tavolo e ovviamente vieni ripresa per la scena: “Si vedeva da un chilometro che eri schifata”.

Ora però non ditemi che sono un’insensibile snob.
Chiunque nella mia situazione avrebbe fatto la faccia da Enzo Miccio in un caso estremo come questo.

AhahaNO

Ok, forse l’esempio era un po’ estremo.
O troppo duro nei confronti del genere femminile.
A tutte, o quasi, capita la giornata in cui ti fai la coda perché hai lavato i capelli il giorno precedente, hai lo smalto sbeccato sul mignolo e la sciarpa ti lascia i peli sul cappotto. Ovviamente non necessariamente tutte queste disgrazie devono avvenire contemporaneamente.
Volevo solo farvi capire cosa intendo quando dico che sono espressiva, fin troppo.

Altro caso dove do decisamente il meglio di me in fatto di espressività è l’approccio con il mondo dei maschi.
Abbiamo testimoni che possono raccontare di come alcuni esemplari di sesso maschile siano scappati senza finire nemmeno la frase dopo un mio sguardo eloquente, che diceva più o meno “Scusa, ti sei visto? Stai veramente rivolgendo la parola a Me? Ma anche no, vero?”.

Adesso qui potremmo aprire un dibattito e alcuni di voi potrebbero cercare il coraggio per dire la frase “Vedi, capisco perchè sei zitella“.
Bè, non ditela.
Immaginate la mia faccia e il mio sguardo se solo capisco lontanamente che state per pronunciare quella frase.

Tutta questa tiritera sull’espressività e sull’inutilità delle parole quando con uno sguardo puoi riassumere interi trattati di filosofia per introdurvi la mia nuova mania.
Superata quella per la combo pelliccie faux fur e pantaloni di pelle (di cui nel mio armadio si contano innumerevoli modelli e colori), sopravvisuti al tulle in tutte le sue forme, siamo arrivati alla necessità impellente di acquistare tshirt con scritte eloquenti.
Sì, ho il bisogno fisico di riempire il mio armadio di tshirt che non mi facciano venire le rughe sul viso a furia di essere espressiva.
Una specie di “level pro“: non muovo nemmeno un muscolo per dirti come la penso. Anzi, fai TU lo sforzo di leggere quello che ho scritto sulla maglietta.
Non essendo dotata di davanzale non c’è nemmeno la distrazione, si va dritti al punto.

Ah, ovviamente, l’autoproduzione di tshirt con il messaggio giusto è già in fase di start up.
Per evitare fraintendimenti e buonismi inutili verso il prossimo.

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