La teoria dell’inversione

Non c’è limite alle sorprese, ai cambi di direzione, all’inaspettato.
Soprattuto quando a sorprenderci siamo proprio noi.
Ed è vero che fare un po’ più di attenzione a quanto siamo magnificamente sorprendenti non può che farci sentire bene.

Mi sono accorta che si arriva ad un punto durante la nostra vita in cui ti prendi cura di te e di quello che sei.
Una fase in cui gli altri non sono più il tuo specchio, ma l’unico riflesso con cui devi fare i conti ogni giorno, ogni attimo, sei solamente tu.

Essere consapevoli che siamo noi che ci dobbiamo volere bene per primi non è facile.
Anche se a parole suona bene, quasi familiare.
È uno sforzo continuo. Un impegno costante.

La mia adolescenza (e anche qualche annetto dopo) è stata caratterizzata dagli altri.
Dalla presenza pesante degli altri nella mia vita. È la parola “pesante” che deve farvi riflettere.
Molte mie scelte sono state prese pensando a quello che potevano pensare o desiderare (per me) gli altri.
Non mi vergogno a dirlo.
È un traguardo ammetterlo.
Quando dico “gli altri” intendo sia le persone che da sempre mi stanno accanto che chi mi ha incrociata per un po’.
Inutile confessarvi che quando si costruisce la propria vita sulla base delle aspettative e indicazioni altrui non sarà mai un successo, anzi.

Bisogna avere il coraggio (davvero) di ascoltarsi.
Ascoltarsi senza giudicarsi.
Senza paura di restare delusi.
Per capire nel profondo la corrente che abbiamo dentro dove ci vuole portare e poi, lasciarsi andare.

Siamo noi, con le nostre energie e forze, gli unici artefici del nostro futuro e gli unici responsabili dei nostri successi ed insuccessi.
Quindi, nella partita della vita, non ci resta che giocare in prima persona.
È l’unica possibilità di vincita affrontare tutto da noi.
Ovviamente questa è solo una mia interpretazione.

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Impariamo a superarci, a conoscere i nostri limiti e a interpretarli come obiettivi.
Per migliorarci, non per frustrarci.

Ho iniziato a correre quando ho smesso di credere che non ce l’avrei mai fatta (io che alle superiori portavo il certificato medico per l’ora di educazione fisica).

Ho comprato libri che per una volta non raccontavano di shopping e storielle rosa, ma raccontano come credere in noi stessi e non smettere mai di godersi il presente.

Ho scoperto che se inizi ad essere grato per ciò che hai, anche le piccole cose, non puoi immaginare nemmeno quanta ricchezza stringi tra le mani ogni giorno.

Dico sempre che invece di lamentarsi e vedere grigio, bisogna sognare ed emozionarsi. Perché il nostro futuro dipende solo da noi.

Mai smettere di rimboccarsi le maniche. Anche se l’azione da fare è un semplice sorriso (… quanto ci costa vero?).

Mi sono iscritta a yoga per superare la paura di sentire il mio respiro e di chiudere gli occhi davanti a tutti.
Mi sono sorpresa nello scoprire quanto guarda un po’ le asana per me più impegnative sono quelle cosiddette “di inversione”: metafora del cambio di prospettiva.
Ed essendo evidente che è sul cambio di prospettiva (nella vita) che devo migliorare, mi sforzo sempre più di perfezionarmi.

Dico NO più spesso, perché mi rende più felice.

Faccio liste di cose che desidero fare, imparare, visitare, vivere… Perché poi è sorprendente rendersi conto che ce l’abbiamo fatta.

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Sîrsâsana – Migliora ad un livello più sottile tutte le funzioni intellettive (attenzione, concentrazione, memoria) sono stimolate, la mente diviene più limpida e si viene pervasi da un senso di fiducia e di ottimismo.

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Le posizioni capovolte rivestono una grande importanza nella pratica dello hatha-yoga; innanzitutto permettono di invertire l’azione della gravità sul nostro intero organismo, favorendo il ritorno venoso ed eliminando i ristagni nelle gambe e negli organi addominali ed apportando un ricco afflusso di sangue ossigenato al cervello; inoltre effettuano una stimolazione del sistema endocrino e linfatico, contribuendo in tal modo a regolarizzare il metabolismo e ad attivare il sistema immunitario. Una pratica costante previene lo sviluppo delle patologie oculari, incrementando la microcircolazione sanguigna e l’ossigenazione della retina senza tuttavia un corrispondente aumento della pressione sistolica. Le posizioni capovolte migliorano lo stato di salute generale, contribuiscono a ridurre ansia e stress e aumentano la sicurezza in sè stessi; permettono inoltre di sviluppare un maggiore potere di concentrazione e la capacità di sostenere grandi sforzi senza affaticarsi. La respirazione tende a diventare con naturalezza lenta e profonda, massimizzando gli scambi polmonari di ossigeno ed incoraggiando un corretto atto respiratorio.

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