Noi ragazze sole

Noi, ragazze SOLE.
E per cortesia, “SOLE” leggetelo alla romana.

La domanda a cui rispondo più frequentemente, non è “ciao, come stai?” è solitamente “quindi, chi frequenti adesso? Hai un fidanzato?”.
Sì, lo so che è uno dei quesiti più gettonati.
Nel mio caso non solo i parenti a Natale, Pasqua e compleanno.
Non solo i conoscenti che incroci per strada dopo un po’ che non ti vedono.
Nel mio caso, magari formulata in maniera differente, questa domanda mi viene posta anche da (in ordine cronologico, dal più recente): ginecologo, infermiera che mi ha fatto il prelievo del sangue, zio, estetista, mamma, passante per strada, collega, barista, capo, cameriera, papà, Siri.

682742bac8edb8756b90ba7f5835bff0Quando rispondo “nessuno“, la reazione che osservo in tutti quanti è sempre la stessa. “Non è possibile“.
Eppure è così.
Adesso, dopo 4 anni, ho iniziato ad anticipare le battute successive.
Appena sgranano gli occhi e se ne escono con il “non è possibile” io ribatto incalzando: “sì, lo so che non è possibile. Sono obiettivamente una bella ragazza, mediamente intelligente, ho degli interessi, sono socievole, so reggere conversazioni di vario tipo, sono educata e credo anche di non essere noiosa. Puoi portarmi ad una cena di gala oppure a mangiare salsiccia e polenta in una sagra che non sfiguro. Tieni pure l’aifòn, controlla messaggi, WhatsApp e pure Messenger. Non ho messaggi di uomini. Ah, non mi piacciono le donne, se non come socie in una serata tra amiche.

A questo punto, il seguito della conversazione può leggermente variare.
Gli uomini possono tentare di rilanciare con un “sei troppo esigente/selettiva“.
Le donne al 90% incalzano con “è difficilissimo“.
Se la donna che hai di fronte è fidanzata/sposata potrebbe proseguire con un “io sono stata fortunata“, oppure “sai, anche se trovi un uomo non sai quanti rospi devi digerire. Goditi questi momenti di libertà“.

Incontrando un amico (NDR. con cui c’è stata una liaison), dopo mesi che ci eravamo persi, un giorno con arroganza mi ha guardata fissa negli occhi e mi ha detto “Sei bella, intelligente, divertente,  ***CENSURA***. Sei tu il problema, è evidente. “.
Senza superbia, la mia risposta è stata “non credo proprio“.
Già, non credo proprio di essere io il problema.
Ripeto, senza modestia. Nel caso specifico del mio “amico” ho dovuto precisare che il “problema” non ero io, ma lui. Forse se lo era dimenticato.
Se nel dire “sei tu il problema” intendeva che non do modo ad un uomo di conoscermi, ho ragione a ribadire che proprio non è vero.
Non sono una che sta chiusa in casa e non ha una vita sociale. Allo stesso tempo non sono nemmeno una di quelle presenzialiste che vedi ovunque e sulle quali circolano trattati omerici sulla loro vita amorosa.
Sono una ragazza socievole, mi piace conoscere gente nuova e ascoltare le loro storie.
Magari non do subito confidenza, ma non nego una possibilità a nessuno.
Non sono una che non ha argomenti o non ha opinioni.
Ho imparato a sorridere pure quando mi annoio, per educazione sia chiaro, non per falsità.
Non mi tiro indietro davanti a occasioni “concettuali” così come non mi spaventano le “notti da leoni”.
Accetto il “sei tu il problema” solo se la traduzione è che fino a quando continui a cercare una cosa con insistenza, credendo in realtà di non sapere se mai la troverai, andrà a finire che non la troverai per davvero.
Know what I mean?

Sono troppo esigente? Mah, non credo. Davvero.
Se intelligenza, rispetto sono richieste esigenti… Boh. Mi sembrano dotazione base.

Non ho deciso di arrendermi.
Ho solo la ferma convinzione che il meglio deve ancora venire. E’ matematico.
Spesso ci ritroviamo a guardare la vita degli altri. Ogni tanto cinicamente osservo alcune coppie assolutamente male assortite, spesso degli esempi viventi dell’accontentarsi.
E mi sento in difetto. “Loro sì e io no, perché?“.

Credo fermamente che le cose capitino quando devono capitare, quando non hai la fissazione, quando sei davvero pronto per riceverle.
Avere una fissa su qualcosa non è sempre positivo.
Spesso le fissazioni portano con se pensieri negativi, anche se ci autoconvinciamo del contrario.
Sono arrivata a pensare che spesso certe situazioni (o persone) capitano ad alcuni (che magari dal nostro punto di vista non le meritano) perché sono sereni ed “in pace” con loro stessi.
Non sono divorati dalle paranoie, non ci pensavano fino alla nausea. E semplicemente sono successe.

Perché lei che ha la cellulite, il culo grosso, non ha finito nemmeno le superiori e non sa camminare sui tacchi sta con lui che è bellissimo, brillante e intelligente? E io che sarei perfetta per lui sono qui a bere un gin tonic con te di venerdì sera“.
Quante volte ci è scappato un commento del genere con un’amica.
A me infinite, quindi forse questo è il vero problema.

e5b9e11d2f6911d9d23166d2a202b443Non voglio fare la super donna, la zen, quella che vive il suo essere sola alla grande.
… Non c’è un solo santo giorno da quattro anni a questa parte in cui io non mi senta lo stomaco che si chiude pensando che non ho nessuno che mi viene a prendere a casa il sabato sera.
Che non c’è qualcuno che mi coccola la domenica pomeriggio sul divano, che non ho nessuno da chiamare la sera per raccontargli cosa mi è successo, nessuno con cui addormentarmi a koala, non c’è che mi cambia l’olio alla macchina, qualcuno a cui fare scenate di gelosia.
Mi manca ogni giorno un abbraccio, un bacio, un messaggio, un progetto, una “visione a due” per il futuro.
Ogni dannato giorno, solitamente la mattina in macchina verso il lavoro, penso che anche questa volta sarò la dispari al tavolo a cena con gli amici, che anche questo sabato sera non ho nessuno che guidi la mia macchina se voglio lasciarmi andare una sera. Che anche questo Natale non ho un regalo speciale. Che anche quest’anno se voglio andare in ferie ci devo andare da sola.
Ogni giorno c’è un momento in cui nella mia mente scorre un trailer del film di una me innamorata e coccolata con il mio lui sorridente e premuroso.

E’ un senso di inadeguatezza a volte, quasi una nausea da fallimento. Perché cinque anni fa non mi immaginavo così.
Invece, come spesso dico, in questi quattro anni da ragazza sola mi sono successe un sacco di cose incredibili, ho ricordi pazzeschi, ho degli amici stupendi.
Soprattuto ho degli amici che in verità non mi hanno mai fatta sentire la dispari della situazione, sono io che mi ci sento (la mattina, in auto).

Probabilmente la persona giusta (che risponda alle mie esigenze, come direbbe qualcuno) arriverà quando la mattina andando al lavoro non penserò più a come sarebbe se avessi un uomo accanto.

Sono una sostenitrice della filosofia che quello che dobbiamo andare cercando nella vita è la nostra strada, la nostra pace, senza angoscia ma con determinazione.
Sono anche un’inguaribile romantica che ha dovuto – purtroppo – far entrare nella sua testa il cinico pensiero che la possibilità di non trovare l’uomo giusto sotto casa sia reale.
Nonostante tutto, magari non lo troverò sotto casa l’uomo della vita, ma forse lungo la strada che mi porta verso la mia felicità.

Disperdere energie su pensieri che ci rattristano e ci mettono ansia è in generale come fermarsi lungo la strada sotto il sole con la voglia di piangere senza tirare fiato. Inutile, frustrante e non aiuta a proseguire sul proprio cammino.

Concludendo.
Le ragazze sole (letto con accento romanesco) sono quelle che ai più sembrano donne “sole” (come la dizione corretta vorrebbe).
Quelle che molti definiscono esigenti, “con un problema” perché non hanno un uomo che gli cammina affianco (e guarda il sedere di un’altra).
Io penso che siano esseri incredibili queste donne sole, ricche di personalità e carisma. Donne di cui non ti innamori semplicemente, ma le ami.
Persone in grado di dare un valore aggiunto alla vita di chi le incontra, un dono prezioso da custodire.
Sono quelle che hanno imparato dalle cicatrici che la felicità è sotto al nostro naso.
Lì, tra la nostra testa e il nostro ombelico, nel nostro cuore. Non in quello di un altro.

POST SCRIPTUM

Ad un’amica ho detto testuali parole: “Sforzati di concentrarti su te e le cose importanti per te. Se le cose belle succedono agli ‘sfigati’ è perché loro sono così superficiali che se ne sbattono, non pensano.
Noi invece stiamo qua a farci le pare. Le cose non è che accadono a chi non se le merita perché il karma è un bastardo. Le cose accadono a chi è in pace. E la maggior parte degli sfigati è in pace, perché non ci arriva, ed è la loro fortuna. Non siamo le uniche al mondo ad essere sole nel senso senza un uomo. Ergo per le leggi della matematica è sicuro che un essere di sesso maschile come me e te da qualche parte c’è. E forse dobbiamo goderci a pieno questi momenti, perché quando lo troveremo questo benedetto uomo, dopo due ceffoni per l’attesa, ci lamenteremo della libertà che non avremo più”.

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8 thoughts on “Noi ragazze sole

  1. Premetto che il tuo post mi piace molto (e ultimamente non è una cosa che mi capita spesso), posso solo dire che le donne (ma vale anche per gli uomini) che voglio ad ogni costo una persona a fianco, ecco…mi rattristano un po’. Non fraintendermi, non sto giudicando nessuno, sono semplicemente dispiaciuto per loro, perché, spesso, finiscono per accontentarsi di qualcuno “purché sia”. Un conto è fare compromessi, un altro è svendersi. Ok, dopo questa perla di saggezza torno a fare il “bischero”, che a fare discorsi troppo seri mi si inceppa il cervello. 😜

    • Sono assolutamente d’accordo… I compromessi in amore esistono, quando c’è amore. E l’amore non è arrendersi e accontentarsi. L’amore è una cosa “per pochi” semplicemente perché sono davvero poche le persone che riescono a cogliere questa sottile differenza. Così come sono poche le persone che hanno capito che per amare bisogna essere prima capaci di amarsi, così come per ricevere rispetto bisogna prima imparare a rispettarsi. Un abbraccio

  2. Pingback: Tra il dire e il fare c’è di mezzo l’oceano | FirstLady al Limone

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