C’era una volta

C’era una volta…

Un mondo incantato, in cui tutto era rosa e profumato, i principi erano azzurri, i cavalli bianchi e le principesse venivano corteggiate.

Quale sia il vero problema che oggi affligge il mondo maschile, davvero non lo so.
Ci dibattiamo e agitiamo per ore nel cercare di capire quale sia la determinante che caratterizza questa epoca in cui il maschio non corteggia, non ci prova, non ha le palle.

E’ tempo perso, lo dico sempre, quello investito nel cercare di capire i maschi.
I maschi, quegli esseri binari che se dicono A intendono A e se fanno una cosa è proprio quella la cosa che volevano fare.

Sono varie le questioni irrisolte che mi frullano in testa nell’ultimo periodo.
Ho provato a non pensare, a non voler cercare spiegazioni.
Ma continuano a pararsi davanti a i miei occhi in maniera ripetuta al punto tale che non può non uscirmi di bocca un innocente e sincero “perché..?”.

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Perché da piccola ti fanno leggere le favole con i principi e le principesse e poi l’ultimo principe carino al mondo finisce con lo sposare l’ultima delle prezzemoline con un passato da lap dancer?
Da un lato pensi “ok, se ce l’ha fatta lei, c’è speranza per tutte“.
Dall’altro realizzi “ma quindi l’intelligenza non è più una dote?”.

Perché ti narrano legende di uomini che ti corteggiano, che spostano montagne per averti, che stanno svegli fino a quando non rientri a casa dopo una cena con loro, che ti accarezzano i capelli guardandoti imbambolati quando invece sembra che non riescano nemmeno a ricordarsi che esisti e se respiri ancora.

Io mi appello, non so a chi, affinché tutta questa noncuranza dei ruoli e delle consuetudini giunga ad un fine.
Non può essere tutta colpa dei social network, della grande offerta a basso prezzo di merce femminile, del collasso del sistema relazionale, della crisi, della guerra, della pubblicità con Banderas, di Mariano Di Vaio e del dentifricio sbiancante for men.

Io voglio credere che gli uomini non hanno perso le palle.
Loro che ci tengono tanto alla virilità, alle dimensioni, alla tartaruga, al gel nei capelli e all’uguaglianza dei risvoltini.
Non voglio credere che stiano rinunciando all’essere dei cacciatori, dei corteggiatori.
Non può essere che abbiano abbandonato la qualità per la quantità, che si lascino abbindolare da un filtro instagram piuttosto che da un sorriso che ti scioglie.

Maschi, mollate sti social network e ritornate ad alzare lo sguardo verso la carne (e le ossa).
Ritornate ad insultare i nerd sempre con lo smartphone in una mano e il tablet nell’altra e ricominciate a chiedere il numero di telefono alle ragazze.

Perché non voglio vedermi costretta a leggere Vanity Fair a mia figlia per addormentarla o spiegarle che c’è una morale in Cenerentola, e cioè che lei voleva solo un bel vestito e un paio di scarpe per andare ad una festa fine di mondo. Ma che nessuno ha mai parlato di un Principe.
…. Un principe che tra l’altro poteva fare un post su Facebook e postare un selfie con lei per ritrovarla dopo la fuga di mezzanotte.

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