Il piccolo passo

“Ogni lungo viaggio inizia con un passo”
Lao Tzu

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Questa è senza dubbio la citazione che amo di più.
Breve, intensa, vera.

Molti dicono che la vita è un viaggio, lo credo anche io. Un susseguirsi di tappe verso una meta non per forza definita, percorsi non programmati. Istinto.

Molte volte mi sono trovata in situazioni in cui non avrei mai pensato di ritrovarmi.
Capita a tutti.
Cambiamo sogni, desideri e aspirazioni.
Cresciamo, impariamo e scopriamo continuamente.

Il mio piccolo passo ora è l’esperienza più forte e intensa della mia vita, fino ad ora.
Quando mi chiedono cosa mi abbia spinto a scegliere di passare la mia unica settimana di vacanza infilandomi in un ritiro yoga, non so bene cosa rispondere.
Perché effettivamente è stata una scelta di pancia. A volte mi sembra addirittura non coerente con tanti miei comportamenti.
Quando osservavo le facce sbalordite di fronte alla mia affermazione “vado a fare un retreat di yoga a Ibiza” restavo sbigottita io stessa ascoltando la mia voce. Sì, perché suonava come un paradosso.
E invece.

Quando ho iniziato a fare yoga all’inizio di quest’anno ho cercato un luogo dove non ci fosse nulla di zen: niente ohm, niente incenso, niente “respirate profondamente”.  Non volevo in alcun modo “andare oltre”.
Ma nulla capita per caso e…  Il nostro inconscio è molto più saggio di noi.
Se il mio intento fosse stato solo quello di fare dell’attività fisica avrei potuto lanciarmi in qualche corso in palestra o aumentare le lezioni di pilates.
E invece mi sono ritrovata ad aggiungere alla mia routine quotidiana pure lo yoga.
Anche qui, il caso. Mi decido ad iscrivermi perché l’insegnate è un’ex ballerina, come me: ho pensato… “Mi ritroverò nel suo stile”.

Quando sono atterrata a Ibiza a notte fonda e ho realizzato che lo stavo facendo veramente (stavo per davvero per trascorrere una settimana da sola in mezzo a sconosciuti facendo yoga e meditazione) mi sono ritrovata le parole “oh-mio-Dio, ho raggiunto l’apice della follia” uscirmi di bocca.

“Cosa devo aspettarmi? Una settimana, resisterò? Sono davvero a Ibiza per fare un ritiro yoga invece che festa per 20 ore al giorno?”

Il punto è che ne avevo bisogno. E a quanto pare in fondo al mio cuore lo sapevo.
Inconsciamente mi sono ritrovata a vivere un’esperienza indescrivibile per quanto è stata profonda.
Se è vero che ci sono incontri di pochi minuti che ti cambiano la vita, non ho paura ad affermare che nel mio caso questa settimana mi ha cambiata, molto.
Non credevo che sarei mai stata davvero pronta a guardarmi dentro in un certo modo, ad accettare determinate verità. E invece, una parte di me sapeva che questo era il momento. E mi ha spinta a fare il primo passo.

La mattina dopo il mio arrivo, a colazione ho fatto i “raggi x” a tutte le persone che sarebbero state per una settimana i miei compagni di avventura.
Non mi è sembrato di riconoscere in nessuno dei loro volti uno dei tratti distintivi elencati da Lombroso. E questo è stato molto rassicurante.
Per otto giorni sono stata circondata da amore, rispetto, generosità. E dico davvero, non me lo aspettavo.
Ho ascoltato storie di vita struggenti, raccontate sempre e comunque attraverso parole piene di fede e coraggio.
Ho abbracciato sconosciuti perché il mio cuore mi urlava che non aveva senso non farlo.
Ho pianto – finalmente –  e sono stata consolata.

Dopo la prima lezione di yoga (pregna di sanscrito, chakra, prana, mantra, shakti, pingala, banda, mudra, kundalini,... etc) ci è stato detto “bene, ora un po’ di meditazione” davvero ho pensato “ok, adesso mi alzo. Fingo che mi scappa la pipì e non torno“.
Davvero… Meditare… Ma io non penso già abbastanza? Ah, è il contrario? Bisogna sgomberare la mente? Impossibile, figuriamoci.
E invece… Non sono scappata e… Non mi sono addormentata.

Posso dire con serenità che è proprio vero che la vita va vissuta lasciando che le cose accadano.
Io dico solo che non so bene come ci sono capitata in tutto questo, ma ne sono davvero felice (e pure orgogliosa).
Forse per la prima volta dopo tanto tempo.
Forse per la prima volta sono davvero soddisfatta di me, di una (mia) scelta, di aver ascoltato il mio cuore, di essermi lasciata andare in tutti i sensi.

Dopo le belle esperienze di solito la prima cosa che facciamo è consigliarla a tutti quelli che incrociamo.
Io credo che quello che posso consigliare è di alzare il volume del nostro cuore e di non aver paura di ascoltarci, di non avere vergogna di quello che siamo, dei nostri desideri e di quello che sentiamo che può darci pace e gioia. Siamo tutti diversi, non è possibile che la felicità abbia lo stesso significato per tutti.
Ognuno arriva con il suo passo e con i suoi tempi lungo i traguardi veri della vita.
Non a tutti interessa capirsi meglio, “andare oltre” la superficie.

L’ultima sera ho cucinato per tutti i miei compagni di viaggio (da brava italiana).
Io non cucinavo più una cena o un pasto per qualcuno da… Da quando lo facevo per amore. Anni. Tanti.
Anche questo gesto per me ha significato molto: i sorrisi sui volti delle persone che hanno gustato un piatto preparato con immenso amore e gratitudine.

Dondolando su un’amaca, mentre stavo condividendo una mia riflessione con una ragazza, lei mi ha guardata e mi ha detto: “Dovresti leggere quel libro di cui hanno fatto il film… Mangia, Prega, Ama. Perché la tua storia è molto simile“. Non avevo mai letto quel libro e non ho visto il film. Ieri ho iniziato a leggerlo…. E già dal primo capitolo ho capito perché le ho ricordato quella storia.

Non so con precisione dove mi porterà questo piccolo passo.
Una cosa che ho imparato è quella di non farmi tante domande (let il flow), perché tanto come mi è stato dimostrato… Non ha senso, il tuo cuore sa esattamente qual è la tua strada e la tua meta.

PS. a tutti quelli che leggono, auguro davvero con il cuore di avere la fortuna di vivere un’esperienza così intensa al punto di farvi sentire eternamente grati per quello che siete e che vi spinga a ricordarlo ogni giorno. Namaste.

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2 thoughts on “Il piccolo passo

  1. Come spesso mi accade leggendoti mi hai commossa perché dalle tue parole ho percepito l’intensità della tua esperienza.
    Molto coraggiosa, brava!

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