Ex-files

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Altroché Mulder e Scully.

C’è un tema sempre molto dibattuto e che divide la critica in modo alquanto feroce.
Una questione che scalda gli animi e spesso si dimostra preludio di immani tragedie.
Nessuno è escluso, prima o poi tutti siamo chiamati ad affrontare l’amara realtà degli Ex-Files.

Una corrente di filosofi zen – i cui seguaci per intenderci sono quelli del “vivi e lascia vivere… l’amore è una cosa meravigliosa” – sostiene che gli Ex-Files devono restare a prendere la polvere in archivio.
Inutile aprire il vaso di Pandora e scatenare l’uragano. Soprattutto in considerazione del fatto che il passato è passato e il presente è il presente.

I sostenitori del filone “dimmi cosa mangi, ti dirò chi sei… Ergo, dimmi con chi esci ti dirò se io e te possiamo uscire insieme” invece, tifa per la trasparenza.
Della serie “Ti racconto del mio passato, lo analizziamo insieme, niente segreti, sono quello che sono anche grazie al mio passato”.

La mia personale opinione sull’argomento, una volta tanto, sta a metà strada.
Da una parte sono convinta che il nostro passato è, per così dire passato: non c’è proprio bisogno di rivangare storie andate, dare spiegazioni legate a circostanze, variabili e fatti che non sussistono attualmente.
D’altro canto però, sostengo che noi non saremmo niente senza il nostro passato.
Passato da intendersi come sommatoria di esperienze, belle o brutte che siano. Diciamocelo chiaramente, dagli errori si impara.
Anche con le lacrime e la sofferenza si cresce. E’ attraverso le sfide della vita, i momenti di difficoltà, così come anche grazie  ai momenti felici che impariamo a conoscerci meglio e ci miglioriamo.
Quindi, non neghiamolo… Siamo il risultato di quello che abbiamo vissuto.
Ed è impossibile negare l’evidente realtà dei fatti. Il nostro passato è composto da numerosi tasselli e tante persone. Tra queste persone anche (volente o nolente) i titolari delle folder archiviate sotto gli Ex-Files.

Di una cosa vorrei essere convinta e purtroppo lo sono solo a livello teorico. E cioè che la gelosia retroattiva è una brutta invenzione della mente. Ovviamente è insana e sicuramente infondata. Come si può provare della gelosia o del dolore basandoci sul passato di un’altra persona. Passato di cui non facevamo parte . Passato sul quale non abbiamo alcun diritto.
Non abbiamo nemmeno il potere di poter esprimere un giudizio, perché alla fine chi siamo noi per esprimere un parere sul passato di qualcun altro?
D’altra parte facciamo parte del presente di questa persona, fino a prova contraria quindi, possiamo permetterci solamente di esprimere un commento sul “qui ed ora” perché questo è quello che ci compete.

Credo che  a volte sia già molto complesso spiegare ad amici le motivazioni legate a certe scelte o il perché di determinati stati d’animo in un momento presente. Figuriamoci la difficoltà nel tentare di spiegare un Ex-File ad una persona che non ha fatto parte di quel momento, che non può capire il contesto passato e che soprattutto è coinvolto (addirittura emotivamente) nel presente.

E diciamocelo chiaramente. Gli Ex-Files sono sempre incomprensibili agli altri nel 99,9% dei casi, a volte anche a noi stessi. Per cui è davvero un campo minato.

fbe190727a306e859380e806f8500337Succede che poi durante un “trasloco“, un momento di “riordino compulsivo” o altro, questi Ex-Files riemergano.
Tipo come quando ritrovi qualcosa facendo il cambi di stagione e.. “oh, e questo?”.
In questo caso non puoi negare, perché non puoi negare l’evidenza.
Non puoi mentire, perché non è “professionale“.
Non puoi minimizzare, perché risulteresti un superficiale (o bugiardo).
Non puoi tentare di ricostruire il contesto e dare spiegazioni, perché potrebbe essere passato troppo tempo, potresti aver elaborato la cosa talmente tanto che adesso tu stesso non sapresti da che parte iniziare.
Insomma, affrontare gli Ex-Files è come attraversare un campo pieno di mine antiuomo. C’è poco da fare.

Perché più cercherai di essere delicato, più l’altra persona pensare che gli stai nascondendo qualcosa.
Più cercherai di minimizzare, perché ormai per te non ha più senso, più l’altra persona penserà che gli stai nascondendo qualcosa.
Più sarai reticente per tutelare il cuore dell’altra persona, più penserà che gli stai nascondendo qualcosa.
Insomma, qualsiasi strategia tu cercherai di adottare finirai per far aggrottare la fronte dell’altra persona.

Però, a volte ci sono storie che devi raccontare.
Perché esattamente come racconti che hai paura di fare il bagno al largo perché da piccolo hai rischiato di annegare, così a volte capita che per spiegare il perché ora sei così dovresti almeno accennare cosa ti ha reso in un determinato modo.
Ed è inevitabile che alcuni Ex-Files siano impregnati di lacrime mentre altri davvero non avrebbero nemmeno senso di esistere.
Questo è anche difficile da spiegare. E’ difficile far capire a qualcuno a cui ORA tieni molto, che ci sono state altre persone che sono state importanti per te. Il punto è anche che ogni persona che incontriamo nella nostra vita, a prescindere, ha sempre un ruolo diverso (e di conseguenza un peso differente) nel nostro percorso. Non si può paragonare un’amicizia stretta all’età di sei anni con una invece iniziata in un’età più matura. Non si può paragonare il primo amore da adolescente ad una storia vissuta dieci anni più tardi. Non si può perché non ha senso. Perché c’è passata la vita di mezzo.

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Se decidiamo di aprire un Ex-File con qualcuno a cui teniamo, perché riteniamo sia giusto che sappia cosa e chi ci ha portati ad essere quello che siamo oggi, nel bene e nel male, dobbiamo aspettarci che non sia facile.
Dobbiamo mettere in preventivo una certa delusione, un attimo di rifiuto perché giustamente stiamo parlando di passato che non appartiene al presente (se non per le conseguenze che ne sono derivate).

Ovviamente non siamo tutti uguali, e non tutti la pensiamo allo stesso modo.
La mia opinione personale resta quindi a metà tra le due opzioni.
Spesso ho bisogno di sapere alcune cose del passato di chi mi è accanto perché credo sia importante capirsi ed andare a fondo. Ammetto che fa male a volte sapere che spesso si è già stati felici e innamorati, ma ritengo anche che il presente però è fatto da chi lo sta vivendo e che niente può essere uguale a come stato.
Ci sono alcune parti del mio passato che hanno contribuito molto nel rendermi come sono ora. Però sono difficili da condividere e da spiegare, proprio perché sono radicate al passato, a pensieri, persone, momenti, che non mi appartengono più.

PS: Ah, comunque… Relativamente all’argomento Ex-Files, non finisce qui. C’è tutto il magnifico capitolo de “A volte ritornano” da affrontare. E in quel caso, non esistono filosofie zen che tengano.

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