Colorama

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Tra le cose più preziose di cui sempre siamo alla ricerca metterei la pace delle scimmie nella nostra testa.
Tutti abbiamo le scimmie urlanti nella testa.
Sì quel flusso ininterrotto di vocine che si sovrappongono e che in nessun modo riusciamo a placare.

La prima volta che ho sentito dare un nome a questa cosa (con cui sempre ho convissuto inconsciamente) è stato durante il mio yoga retreat nell’isola felice.
Ad un certo punto, oltre alla fatica delle asana per gente snodata, era arrivato il momento della “meditation for dummies“.
In realtà, la maggior parte delle persone che erano con me al retreat non erano propriamente dei novellini. Io rientravo nella categoria “dummies” con sottotitolo “fingo di meditare, in realtà non fa per me“.
Sono la tipica persona con la mente sempre in movimento, voli pindarici di pensieri tra flashback e veloci fastforward.
Prima di dormire solitamente conto le paranoie, non le pecorelle.
Immaginatevi quindi la mia lauta risata quando ho concretizzato che c’era una giornata intera dedicata alla meditazione. Ah-Ah-Ah.
Bè, la prima cosa che mi è stata insegnata è che per far amicizia con questa astrusa pratica il primo passo è prendere confidenza con il concetto di Mindfulness o che dir si voglia “consapevolezza”.
Subito dopo abbiamo parlato della Monkey Mind… Cioè delle fucking noisy monkeys jumping in your jungle (head).
Effettivamente l’immagine rende perfettamente il concetto.

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In generale quello che ho imparato è che le immagini sono la salvezza nella maggior parte dei casi.
Per quanto riguarda la meditazione, l’unica tecnica che fa dormire le scimmie con me è quella della visualizzazione. Sarà perchè sono una persona fantasiosa e creativa e quindi questo con me funziona. Magari se voi siete persone più analitiche e concrete questa tecnica non fa che aumentare la samba dei vostri pensieri.

Cercando di prendere confidenza appunto con il concetto di mindfulness – forse perché fa meno paura dei guru che meditano in posizioni scomode per giorni – ho scoperto che questa “consapevolezza”, l’attenzione al momento presente, il silenzio dei pensieri e il focus sul “qui ed ora” in realtà si raggiunge in moltissimi modi, alcuni davvero banali.

Non ho potuto non pensare all’effetto che fa su di me osservare un quadro.
A questa cosa che mi prende di volermi sedere e di restare per interi minuti in silenzio ed osservare. E non ho potuto non realizzare che in questi momenti le scimmiette nella mia testa stanno guardando anche loro in silenzio. Il potere delle immagini.

c5d0e32ffbaa4b1391b16d906832c975Continuando la mia ricerca ho poi scoperto che tra le varie tecniche anche i colori – o meglio – il colorare hanno l’effetto xanax sull’autostrada dei pensieri.
Non ho potuto non approfondire, vista anche la mia attitudine verso le cose creative.
Ah, e che sia chiaro a tutti che io assolutamente non so disegnare a mano libera, non so ritagliare formine con le forbici e in generale sono negata per tutte le attività manuali.

Bè ho scoperto l’acqua calda. Insomma pare che questa cosa del potere terapeutico del colorare sia stata scoperta e studiata. C’è chi dice che è una tecnica preziosa e ingenua per liberare la mente e c’è chi dice che il gesto di colorare e riempire di colori spazi delimitati sia qualcosa di rassicurante perché ci riporta all’infanzia o comunque metaforicamente ci conforta.

Ad ogni modo io e le mie jumping monkeys abbiamo voluto provare.
Ci sono tantissimi libri per chi vuole cimentarsi nell’arte del colorare per non pensare. Devo dire che non pensavo (non ci avevo mai fatto caso) ma per quanto riguarda i libri da colorare, ce ne sono più per adulti che per bambini.

Di tutti i tipi: mandala tibetani (i miei preferiti), foreste incantate, animali, pattern e texture di ogni tipo.

Oltre al libro ho acquistato anche un kit base: 12 pastelli (che ho scoperto essere poi acquarellabili) e 6 penne colorate a punta sottile.
Sono arrivata a casa e ho iniziato (ovviamente pensando che ero pazza).

Bè, provare per credere. La sensazione è divina e sopratutto è assolutamente naturale.
La mente si silenzia, le mani scelgono i colori e li abbinano senza sforzi.
Il risultato finale è sbalorditivo, sia sul foglio che nella nostra mente.

Ovviamente poi scatta la pazzia di cercare su youtube tutti i tutorial possibili e immaginabili per dipingere al meglio (… è inutile, noi esseri umani non cambieremo mai) e sono già alla ricerca del prossimo Mindful Coloring Book.

 

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