Sorrisi, biciclette e tapis roulant

Sorridere è come andare in bicicletta.

Te ne accorgi un venerdì sera, dopo lavoro, mentre la tua vecchia vita è già a bere l’aperitivo nel solito posto e tu invece stai sudando su un tapis roulant con l’immagine del fondoschiena di Lili Aldridge ben impressa nella tua mente assieme al pensiero che la prova costume è già li ad aspettarti malefica.
E proprio in quel momento, ti giri verso sinistra, guardi in faccia  la tua migliore amica (sudata quanto te) e le gridi con un filo di voce ansimante “Non puoi capire quanto sono felice“.

Per favore. Rendetevi conto della situazione. Ve la ripeto:
– venerdì sera
– 20.20 circa
– fuori c’è ancora il sole
– tu e la tua migliore amica in palestra
– tapis roulant in pendenza Everest
– fame di McDonalds
– sete di Moskovskaya tonic con lime

Il sedere di Lily Aldridge per intenderci

… Eppure, in tutto questo, ho sprecato quel poco di fiato che avevo in corpo per esprimere la felicità che provavo.
Giuro che non bevo bibitoni proteici strani o mangio semi esotici particolari che ti fottono il cervello.
E’ che davvero, addirittura in un momento che di sicuro era tutto tranne che gioioso e spensierato, sono riuscita a realizzare quanto io sia felice.

Felice e leggera. Questa la sensazione.
Sono assolutamente esaltata da ogni piccola cosa, persino dal fare la spesa il sabato mattina e dal centrifugato bio della domenica a pranzo dopo la palestra (rendiamoci conto, per favore).

Quando mi sono trasferita nella big city, tutti mi hanno avvisata che l’entusiasmo sarebbe scemato.
Che questo momento in cui sono esaltata per tutto, sarebbe passato, lasciando spazio alla crisi delle 2 settimane. Già, pare che tra la seconda e la terza settimana, quando stai galoppando verso il tuo primo mese, vieni assalito dalla nostalgia, contagiato dallo sbatty quotidiano, dal rimpianto per il piccolo microcosmo che hai lasciato, divorato dalle abitudini tanto odiate un tempo.
Quando più persone mi hanno raccontato tutto questo mi sono intimorita. Insomma, se più di qualcuno ti descrive la stessa esperienza, pensi che per statistica potresti viverla anche tu.
Io, più passa il tempo e più l’entusiasmo cresce, al punto tale che sembro un mix tra un’esaltata e una pazza.

Vivo in jet-lag da un mese ormai: qui gli orari seguono il fuso orario di Washington. Durante la settimana, impossibile cenare prima delle 22.30 e andare a dormire prima dell’1.
Ditelo ai vostri amici che gli spagnoli fanno la siesta e lavorano poco. Ma non ditelo a me, che vi rido in faccia… Considerando che ringrazio di cuore i paki che tengono i supermercati aperti 24h.
Nonostante i ritmi serrati, la funzione multitasking attivata persino quando dormo, io sono felice.
Ma felice al punto tale che mi sembra tutto ancora meglio di quanto potevo immaginarlo.

Una cosa poi di cui mi sono accorta: nonostante questa nuova vita vissuta a 330 km/h, dove tutto è nuovo e una sfida, dove le giornate volano al punto che non ti ricordi nemmeno di averle vissute, io ho ritrovato il sorriso.

Un po’ perché riesco a gioire di banalità tali che il sorriso viene fuori da solo e poi perché ho scoperto che il sorriso ha un potere esagerato.
Qui dove tutto e tutti sono nuovi, mettersi in gioco è all’ordine del giorno.
In tutto. Compreso quando al mercato devi cercare di farti capire dal macellaio per comprare delle bistecche e, già avresti delle difficoltà in italiano, figuriamoci in spagnolo in cui a malapena sai come si dice maiale o filetto.
Il sorriso è disarmante. Con un sorriso il macellaio mi ha tagliato il petto di pollo in filetti capendomi a gesti, un nuovo collega mi ha accompagnata all’Ikea un giorno di pioggia con il bus e siamo usciti addirittura con un mobile da montare (dico addirittura perché assolutamente provo ribrezzo per questa cosa che ti devi montare le cose da solo).

Per ogni sorriso che regali, quasi sicuramente ne ricevi uno in cambio. E poi come si fa resistere a un sorriso? Impossibile.

E così ho capito come sorridere sia come andare in bicicletta. Se soprattutto non lo facevi da un bel po’, appena ricominci ti accorgi subito che è un gesto così semplice che ti sorprenderai del suo potere.

 

Party all night:

 

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