Uno come Te

Mi sembra incredibile che siamo arrivati fino qui.
E mentre lo penso non posso non sorridere.

Sembra incredibile perchè credo di poter affermare che questo traguardo ha superato ogni aspettativa, ogni pronostico.

Se dal primo giorno in cui ci siamo presi per mano abbiamo capito che c’era qualcosa, di sicuro abbiamo pensato anche che era impossibile in quel momento immaginare un futuro.

Quando ci siamo conosciuti c’erano tante incertezze, una tra tutte la tua partenza. Forse un’unica grande certezza: che c’era qualcosa per cui valeva la pena provare.

Se ripenso a quei giorni passati con te, quelle poche ma intense settimane condivise assieme, provo tanta gioia e serenitá.
Mi sento serena ripensando a quel momento, e sorrido di nuovo, perché mi sorprendo nel realizzare che nella tempesta dell’incertezza tu sei riuscito a darmi stabilitá.

Mi conosci e sai quanto il non avere il controllo su tutto, compreso il futuro, mi mandi fuori di testa.
Per cui, pensare che uno dei momenti piú felici della mia vita sia stato quello in cui ho conosciuto te, mi sorprende.
Mi sorprende perchè è stata la prima volta nella mia vita in cui mi sono goduta l’attimo.
Magari coccolavo la speranza di arrivare al 4 agosto 2016, ma non ho mai basato la mia felicitá di quelle settimane su questo pensiero legato al futuro.

E questa è stata la chiave.

Non è stato un lanciarsi a capofitto in qualcosa senza senso. Perchè tu avevi un senso per me. E’ stato un vero e proprio godersi la vita, e lasciare che la felicitá se la giocasse con il destino.

E oggi sembra che questa felicitá abbia fatto la sua sporca figura in questa battaglia.

E’ stato un anno intenso, avvincente e importante. Per entrambi. Non ho dimenticato gli aggettivi “duro e faticoso”. E’ stato un anno pieno di sacrifici, ma guarda… Ecco la prima soddisfazione: il nostro anniversario.

Ed ecco un nuovo sacrificio: non essere insieme ed abbracciati oggi.

Ma pensa alla prossima sorpresa: tra un mese esatto lo saremo, e recupereremo 12 di questi momenti.

Una delle cose che piú mi piace è quando ci raccontiamo di quei giorni insieme, come una favola prima di dormire, come per non perdere quei ricordi. Lo trovo fantastico, meraviglioso, pieno d’amore.

Io che ti racconto sempre “… io lo sapevo dal primo momento che ho incrociato i tuoi occhi che eri tu, e non mi interessava nient’altro. Non ho voluto sapere nient’altro su di te”.  E tu che controbatti “no, in veritá io ho capito che eri tu quando hai preso 2 aerei per raggiungermi a Budapest decidendolo dalla mattina al pomeriggio”.

Ho altre immagini impresse di te nei miei pensieri e nel mio cuore, di quei ricordi che poi ti generano un sorriso incoscio.

Per chi ci circonda credo che la nostra storia sia pazzia pura. Un mix tra quello che succedeva ai nostri nonni in tempo di guerra e la trama di un film. Si conoscono, un mese dopo lui parte, si vedono per pochi giorni ogni 4 mesi, stanno insieme comunque e chissa se lui mai ritornerá.

Ok, tu non sei in guerra e io non faccio a maglia aspettandoti seduta su una poltrona accanto alla finestra. Ma la trama è questa.

A chi non capisce perché non ci arrendiamo ma combattiamo ogni giorno contro fuso orario, oceani e vita, rispondo che non pretendo che possano capire.
Che non pretendo di aver ragione, che non pretendo niente.
Sono solo sicura di una cosa: i tuoi occhi, come mi guardi e l’amore immenso che provi per me.

For me it’s enough.

Come tu sia riuscito a trovare la chiave del mio cuore (… che era chissá dove, sotterrata tra ricordi, esperienze, sofferenza, delusioni e soprattutto indifferenza) io proprio non lo so.

So che al nostro primo appuntamento mi hai zittita ricordandomi come si risolve un’equazione di secondo grado e che io al massimo ho scambiato Kempinski con Kandinsky.
So che non ti sei mai lamentato di quanto tempo sto in bagno, anzi, hai trovato il modo di ingannare il tempo piegandomi i vestiti lasciati ovunque come una scappata di casa.
So che sai a memoria un pezzo del Flauto Magico e che canti meglio di Justin Bieber.

So che hai cucinato a casa mia per i miei genitori, che ti adorano cosí tanto da aver deciso di comprare, ora che ormai non vivo piú a casa, un letto piú grande per la mia stanza con la scusa che cosí TU stai comodo.
So che odi tutte le canzoni che ci sono sul mio Spotify a meno che non si tratti di Bach.
So che quando sei stato male mentre eravamo in vacanza, hai fatto di tutto per non svegliarmi, facendomi pure passare per un’insensibile perché non me ne ero nemmeno resa conto.
So che quando sono stata male io, tu non hai mai dimenticato di ripetermi quanto ero bella e che tutto sarebbe andato bene.
So che non mangiavi sushi e ora ogni volta che lo mangi pensi a me.
So che non ti stai tagliando i capelli perché a me piaci cosí, pieno di capelli profumosi e che quando vai dalla hairdresser (quella zoccola) le mostri la foto di Patrick Dempsey che ti ho mandato.
So che nei momenti piú bui tu hai sempre saputo che il meglio doveva ancora venire.
So che avevo un sogno per Natale e che lo abbiamo realizzato insieme.
Sono anche consapevole di interromperti sempre, di non lasciarti mai parlare, di non essere sempre in grado di essere il supporto giusto per te perchè preferisco “cazziarti” che consolarti.
So che non mi farai piú un massaggio in vita tua dopo che la penultima volta mi sono addormentata e l’ultima volta hai rischiato di rompermi un braccio durante una manovra ispirata allo shiatsu.
So che prima di un viaggio non dormi, nemmeno con South Park.
So che odi prendere l’aereo ma che per raggiungermi “verresti anche a nuoto”.
So che mi fido di te, anche se non credo che in America siano tutte delle culone.
So che ti fidi di me, anche se non credi che sia vero che nessuno ci prova mai con me.
So che la settimana prima del ciclo sono insopportabile, so che è una rottura di palle condividere il tuo calendario con me per attenuare il mio disagio nei confronti del controllo.
So che conosci il peggio di me, ma che riesci a tirare fuori il meglio di me.
So che sogniamo le cose in grande e che forse anche su questo ci sbagliamo perchè alla fine sará ancora meglio di come lo immaginiamo.

Sono consapevole di tutte queste cose.
Cose che ti hanno spalancato la porta del mio cuore, forse senza bisogno di trovare nessuna chiave.

Per tutto questo ti amo. Per tutto questo e molto di piú.
Sei e sei stato il mio compagno di viaggio e di vita in un percorso ad ostacoli senza precedenti, meglio di Google Maps.

Se mi è concesso esprimere un desiderio in questo giorno, bé, io desidero che tra noi sia sempre come ora, come un anno fa. Noi, abbracciati in mezzo ad una bufera, che non stiamo a pensare a quando il freddo e la pioggia cesseranno, ma felici di poter essere insieme nonostante tutto.

Desidero che non smettiamo mai di ricordarci dove tutto ha avuto inizio (… non nel senso letterale intendendo il luogo) e come tutto è iniziato: un giorno d’estate, un giorno come tanti, attimi vissuti senza pretese e senza speranze, vissuti esattamente per quello che sono.

Voglio che tu sappia che per me sei il presente, e che il presente è l’unica cosa che vale la pena di essere vissuta.

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